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La musica abita da sempre nella vita di Redi Hasa. Nato a Tirana nel 1977 in una famiglia di artisti – la madre insegnante di violoncello, il padre ballerino classico, il fratello pianista concertista – è cresciuto tra strumenti e spartiti. Dopo un breve tentativo nello studio del violino, a sei anni scopre un autentico amore per il violoncello, iniziato dalla madre per poi proseguire il proprio percorso presso la Virtuos School of music e all’Academy of Arts di Tirana dove si diploma nel 1998.
Nello stesso anno un viaggio in nave fa da spartiacque tra le origini albanesi e la nuova vita in Italia, nel Salento, dove completa il percorso con una borsa di studio presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce.
Sin da subito predilige l’ibridazione tra generi musicali differenti, fondendo in particolare il rigore della formazione classica con l’immediatezza delle tradizioni popolari e sviluppando un approccio al suono liquido e meticcio, che lo caratterizza negli anni.
Nei primi anni duemila contribuisce a portare nel Salento i ritmi della musica balcanica co-fondando la BandAdriatica. Qui collabora tra gli altri con Officina Zoè, Xanti Yaca, Salento Orchestra, Manigold, Adria, Admir Shkurtaj Trio, Antonio Castrignanò, Enza Pagliara, Valerio Daniele, Rocco Nigro.
Nel 2012 “seduce” Ludovico Einaudi, maestro concertatore della Notte della Taranta, che lo include stabilmente nella sua ensemble. Con Einaudi realizza due dischi e altrettanti tour, “In time lapse” ed “Elements”, esibendosi sui palchi di centinaia di città in tutto il mondo.
Parallelamente porta avanti il progetto in duo con la cantante Maria Mazzotta, un “ponte mediterraneo” che unisce repertori e suggestioni popolari di Italia, Albania e più tardi anche Francia e Nord Africa. Dopo “Ura” (Finis Terrae 2014) nel 2017 “Novilunio” è il seccondo disco di Hasa-Mazzotta, prodotto da Ponderosa Music&Art e come il primo registrato al Real World Studios di Peter Gabriel con Tim Oliver, fonico con all’attivo collaborazioni con artisti quali Peter Gabriel e Robert Plant.
Proprio a Robert Plant attraverso il tour con Einaudi giungono echi del lavoro di Redi Hasa e il fondatore dei Led Zeppelin nel 2017 lo invita a incidere tre tracce del suo ultimo disco, “Carry fire”. Nello stesso anno registra una traccia dell’ultimo disco dei Blonde Redhead, in uscita tra pochi mesi.
Nel corso di un carriera ventennale ha suonato tra gli altri con l’Orchestra popolare italiana, King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico: musica diversa per provenienza, generi, ispirazioni da cui Hasa ama lasciarsi contaminare.
Coltiva un rapporto viscerale e corporeo con il violoncello. 

Redi Hasa, Violoncello

Michel Godard, Tuba, Serpentone

 

19 dicembre, ore 21:00

Museo del Divino Infante

Via dei Colli 34

25083 Gardone Riviera (BS)

ingresso gratuito